la disperata ricerca di una libertà perduta

“É forse più nobile soffire ,
nell’intimo del proprio spirito,
o imbracciar l’armi, invece, contro il mare delle afflizioni,
e, combattendo contro di esse, metter loro una fine?”

William Shakespeare

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Un singolare Imperatore

Lo stupor mundi del medioevo

“Abbiamo perciò disposto che, nell’amenissima città di Napoli, si insegnino le arti e si coltivino gli studi di ogni professione, affinché i digiuni e affamati di dottrina trovino dentro il regno stesso di che soddisfare le loro brame, e non siano costretti, per procurare d’istruirsi, a imprendere lunghi viaggi, e mendicare in terre straniere. Sotto pena delle persone e delle cose che nessuno osi uscire dal Regno per motivi di studio né che entro i confini del Regno osi apprendere o insegnare altrove”

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C’era una volta il Calcio

La recente notizia della scomparsa di Gianluca Vialli, ha lasciato un vuoto enorme tra i tanti appassionati di Calcio, quello con la c maiuscola. Diciamoci la verità, il calcio al giorno d’oggi è solamente, almeno secondo me, un mero gossip: si parla più della super auto dei calciatori che non delle loro performance sportive, degli scandali in cui sono coinvolti ecc. Per uno come me che ha avuto il privilegio di vedere l’Italia campione del mondo nel 2006, e che ha visto giocare atleti del calibro di Baggio, Del Piero, Maldini e compagnia bella, la dipartita di Vialli è stata una botta incredibile. Gianluca, però, oltre ad essere stato un grande atleta è stato, anche se per un’occasione soltanto, autore di una simpaticissima storia scritta per il settimanale Disney, Topolino.

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Soldati dimenticati

In fuga dalla guerra e dal mondo

Il cinema italiano, nel corso della sua lunga e brillante vita, ci ha reso omaggio di numerose pellicole di cui tanti non sono a conoscenza. Alcuni film sembrano ormai caduti nell’oblio della memoria di molti e sembra doveroso andare a ricercarli, per far sì che possano rivedere nuovamente lustro. Uno in particolare, cui sono molto affezionato, dato che mi ha accompagnato sin dall’infanzia. Sto parlando di “Mediterraneo”, capolavoro indiscusso del regista Gabriele Salvatores, girato nell’isola greca di Kastellorizo (Megisti) e che gli valse l’Oscar come miglior film straniero nel 1992. Tra gli attori più celebri che vi parteciparono, spicca Diego Abatantuono, che grazie proprio a Salvatores, eleva la sua carriera a qualcosa di più di un semplice film demenziale stile anni 80. L’opera fa parte della “Trilogia della fuga”, insieme ad altre due pellicole: Marrakech Express del 1989 e Puerto Escondido del 1992. Perché si parla di fuga? È l’evasione illusoria da una società totalmente consumistica, una società assoggettata ad un potere, in questo caso quello fascista, che pone l’essere umano di fronte ad una scelta: scappare per cercare una vita migliore altrove o rassegnarsi a vivere in una società prigioniera di sé stessa.

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Alla ricerca della Prima Chiave

Titolo: I guardiani di pietra

Autore: Pierdomenico Baccalario

Casa editrice: Il battello a vapore

Anno di pubblicazione: 2006

Continuano le avventure dei tre ragazzi della Cornovaglia, qui il link dell’articolo correlato https://raccontiribelli.wordpress.com/2022/10/18/un-giorno-a-venezia/

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Una vita per la libertà

In questo nuovo articolo non parlerò di libri ma di un film. Perché? Semplicemente perché il cinema mondiale è pieno di capolavori che pochi conoscono e al pari dei libri, quando sono fatti bene ci mostrano uno spaccato di mondo e di umanità che vale la pena approfondire; questo non sarà, l’unico articolo in cui vi parlerò di pellicole cinematografiche. L’altra sera ho scovato sulla piattaforma Disney+ (la tv generalista offre be poco oramai, per non dire nulla), un titolo: “La vita nascosta”. Incuriosito, sono andato a leggere la trama e ho deciso di buttarmi a capofitto nella sua visione; dico a capofitto perché dura ben tre ore! Un tempo che potrebbe scoraggiare chi non è abituato a film impegnativi. La regia è di Terrence Malick.

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L’inferno dell’Etna

Per secoli, millenni, le storie dell’uomo sono state strettamente intrecciate alle vicende naturali del pianeta, ai suoi cicli stagionali, finanche alle catastrofi che ancora oggi sconvolgono certe aree geografiche della nostra Terra. In parte lo sono ancora oggi. In Sicilia la presenza dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, ha contribuito a plasmare e forgiare gli spiriti e gli animi dei suoi abitanti che hanno imparato a convivere con esso ma che nulla hanno potuto contro la sua forza distruttrice (e rigeneratrice). Le attività umane, dall’edilizia all’agricoltura, vanno di pari passo con la sua attività, si adattano alle sue “esigenze” e talvolta ai suoi “capricci”.

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Medioevo a colori

Tosca dei Boschi

“Questa è la storia di un’amicizia improbabile

in un tempo di guerre inevitabili.

Ed è la storia della pace che ne venne.

Questa storia è parte della Storia,

ma non si trova nei libri che la raccontano.”

Si è soliti definire il medioevo come un’epoca oscura, un’epoca nella quale la ragione umana sembrò essersi smarrita e dove le guerre fossero l’unica occupazione degli uomini che lo vissero. Diciamo che questo pregiudizio, vuoi per ignoranza, vuoi per sentito dire, è ancora oggi duro a morire; eppure se pensiamo al ‘900, non è che il genere umano se la sia passata granché bene, almeno per una parte di esso (due guerre mondiali, due bombe atomiche, l’olocausto). Ogni parte della storia ha sempre avuto i suoi pro e i suoi contro, ma se ci pensiamo bene è proprio nel periodo medievale che nasce e si sviluppa la nostra letteratura italiana, fioriscono le università, l’Imperatore Federico II di Svevia dà vita all’università di Napoli e alla Scuola Poetica Siciliana (Dante stesso considerava la lingua siciliana superiore al fiorentino). Molte invenzioni, come gli occhiali, prendono vita in questo importante periodo storico. Le stesse cattedrali gotiche sono un trionfo di luce di colori. Gli stessi colori che arricchiscono il fumetto che vado a presentarvi…

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Un giorno a Venezia

L’Isola delle Maschere

Continuano le avventure di Jason Julia e Rick, i nuovi guardiani di Kilmore Cove, per chi se lo fosse perso, qui di seguito allego il link dell’articolo precedente: https://raccontiribelli.wordpress.com/2022/07/03/a-caccia-di-indizi/

Buona lettura!

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Fiabe e leggende scozzesi

Il Canto delle Scogliere

Non fatevi ingannare dalle apparenze. Sotto un abito povero può nascondersi un cuore ricco.”

Esiste una terra in nord Europa, sferzata dal vento, tra scogliere a picco sul mare e dolci brughiere coperte di erica, dove da secoli si tramandano fiabe e leggende antiche. Quella terra è la Scozia, la terra delle cornamuse, del Piccolo popolo e di William Wallace.

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A caccia di indizi

La Casa degli Specchi

“Solitario è rimasto un re

che perderà la sua partita

vuole vincere il gioco coi tre

e ai tre farà perdere la vita”

Cari amici lettori

Spero che la saga di cui ormai vi parlo da un paio di articoli, vi stia piacendo. Certo, la lettura dei libri in pima persona è tutta un’altra cosa ma come vi ho già detto, questi volumi sono molto difficili da trovare. In questo modo voglio rendervi partecipi di questa magnifica avventura…

Andiamo a vedere il terzo diario della saga di Ulysses Moore.

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In Egitto

La bottega delle mappe dimenticate

Ben ritrovati amici lettori.

Il caldo soffocante è ormai giunto e cosa c’è di meglio di un buon libro ambientato nel “fresco” Egitto? Nell’articolo precedente (vi allego qui il link: https://raccontiribelli.wordpress.com/2022/05/12/una-localita-misteriosa/ ), ci eravamo lasciati con i fratelli Covenant e Rick, in procinto di raggiungere la magnifica terra dei faraoni.

Titolo: La bottega delle mappe dimenticate

Autore: Pierdomenico Baccalario

Casa editrice: Il Battello a Vapore

Prima pubblicazione: 2005

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“Una località misteriosa”

La storia contenuta nel libro che sto per raccontarvi, ha veramente dell’incredibile: per la fervida immaginazione del suo autore, Pierdomenico Baccalario, per l’enorme fantasia dimostrata e per l’originalità che accompagna ogni sua singola pagina. La mia vuole essere una presentazione e descrizione di questa avventura che mi ha letteralmente rapito, vuole essere un invito a procurarvi questi libri per vivere un grande viaggio! Il tutto ha inizio con una nota (una e-mail in realtà), proprio di Baccalario: la casa editrice con cui lavora, Il Battello a Vapore, lo manda alla ricerca di un manoscritto di cui in redazione si è tanto parlato. L’autore parte alla volta della Cornovaglia, in Inghilterra. La località che deve raggiungere si chiama Kilmore Cove, ma sulla cartina questa non è segnata, né indicata. Un bel mistero. Decide quindi di fermarsi in un altro paesino, Zennor. Baccalario ha con sé un contatto telefonico che la casa editrice stessa gli ha fornito: risponde una voce femminile molto delicata e gentile la quale gli domanda in quale hotel alloggi l’autore. L’indomani mattina alla reception, riceve un baule. Dentro vi sono una montagna di fotografie, disegni, cartine e numerosi quaderni, tutti consumati dal tempo e scritti in una calligrafia minuta e precisa ma in un linguaggio totalmente incomprensibile.  Il baule è stato inviato da un certo Ulysses Moore che gradirebbe che il tutto sia pubblicato. A questo punto, il nostro scrittore si cimenta nella traduzione del primo manoscritto…

Titolo: La porta del tempo

Autore: Pierdomenico Baccalario

Casa editrice: Il Battello a Vapore

Prima pubblicazione: 2004

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“Una banda di fuorilegge”

La Freccia Nera

Titolo: La freccia nera

Autore: Robert Louis Stevenson

Casa editrice: La Feltrinelli

Anno di pubblicazione: 1886

“Solo ora scoprite che la vendetta ha una sapote sgradevole; non pensate che sarebbe meglio perdonare gli altri?”

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Il cacciatore di draghi

L’antenato di Bilbo Baggins

Titolo: Il cacciatore di draghi

Autore: J. R. R. Tolkien

Casa editrice: Bompiani

Prima pubblicazione: 1949

Esiste un’opera poco conosciuta del famoso autore de Il signore degli anelli: l’ho scoperta casualmente girovagando in una libreria qualche anno fa e confesso di essere rimasto piacevolmente sorpreso e una volta tornato a casa ho letto il libro tutto d’un fiato. È un racconto diverso dagli altri, almeno da quelli più conosciuti: nell’introduzione il figlio primogenito di Tolkien racconta che la prima versione della storia fu narrata dal padre in occasione di un picnic che la famiglia fece nelle campagne inglesi quando, sorpresi da un temporale, dovettero trovare riparo sotto un ponticello di pietra. Lo spunto portò a una prima stesura del racconto in ventisei pagine che il filologo mise poi da parte per poi dedicarsi alla scrittura dello Hobbit, pubblicato nel settembre del 1937. Il successo, come sappiamo, fu enorme e questo spinse gli editori a  chiedere al professore di scrivere la continuazione di questo libro, cosa che avvenne con la trilogia dell’anello, sperando che potesse essere pronto già per il natale dello stesso anno. Ma le cose andarono diversamente: i tempi si allungarono a dismisura e il romanzo vide la luce solo tra il 1954 e il 1955. Per non lasciare tutto in aria Tolkien propose, in alternativa, la pubblicazione dell’avventura del fattore Giles, poiché era già pronto per la pubblicazione. Il racconto, come si legge da una lettera presente nell’introduzione del libro, fu ampliato di un buon 50% e quindi poté essere dato tranquillamente alle stampe. Ora occorre fare una premessa: il racconto che noi oggi leggiamo è diverso dalla prima stesura manoscritta che in origine era molto più breve, ma intuendone il potenziale, il professore di Oxford lo ampliò e lo rese adatto ad una lettura da parte di un pubblico più maturo. Fu pubblicato nel 1949.

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Un re venuto dal Nord

Le antiche avventure di un re vichingo giunto dalle lontane e fredde terre della Scandinavia per sconvolgere l’Europa, un’oscura profezia e strani esseri fantastici. Tutto raccolto in una saga che ha fatto storia. Una saga d’armi e d’amori che ha ispirato la serie televisiva “Vikings”.

La saga di Ragnarr

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Un fanciullo di nome Artù

La spada nella roccia

Titolo: La spada nella roccia

Autore: T. H. White

Casa editrice: Mursia

Prima pubblicazione: 1938

Esistono numerose leggende attorno alla figura di Re Artù, mitico sovrano dei Britanni, vissuto tra la fine del V e l’inizio del VI secolo d.c. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, le popolazioni barbariche si riversarono sulle sue gloriose rovine; la Britannia fu abbandonata dai romani molto tempo prima e lasciata in balìa di sé stessa. Fu in questo quadro storico che cominciò a forgiarsi la figura di Artorius (Artù), re-condottiero, che guidò il suo popolo contro l’avanzata dei sassoni e degli angli: il primo autore che ne fece menzione nelle sue opere fu Nennio, monaco gallese vissuto nell’VIII sec. d.c., cui attribuì importanti vittorie militari; l’inglese Goffredo di Monmouth (considerato da molti studiosi il vero creatore della leggenda di re Artù) nella sua opera “Historia Regum Brittaniae”, ripercorse le gesta dei re britanni.

Thomas Malory, autore della “Storia di re Artù e dei suoi cavalieri”, propose le vicende del mitico sovrano e della sua cerchia di cavalieri fedeli e delle loro numerose avventure e peripezie in giro per l’Inghilterra; ad ogni modo dobbiamo tener presente una cosa molto importante e cioè il momento storico in cui questo mitico personaggio nasce: siamo ormai all’inizio della Età di Mezzo (Medioevo), il mondo allora conosciuto mutò profondamente e in balìa di popolazioni giunte da lontano, conobbe la nascita di regni che si succederanno senza sosta per secoli. La letteratura comincerà a popolarsi di cavalieri leggendari in lotta contro oscure forze maligne e le antiche religioni “pagane” si mescoleranno alla ormai affermata nuova religione cristiana, fino ad essersene completamene assimilate. Tale miscuglio di popoli e usanze ed eventi che diedero vita ad una folta produzione letteraria che ispirarono scrittori e, ai nostri giorni, anche registi cinematografici.

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Una fiaba svedese

“Il ragazzo che fece a gara col gigante a chi mangiava di più”

Ben ritrovati cari lettori ribelli. In questo nuovo articolo vi proporrò una fiaba svedese che ho tratto dal libro “Fiabe Svedesi”, pubblicato dalla casa editrice Iperborea. Il mondo delle fiabe mi ha sempre affascinato, con le sue creature fantastiche e le sue foreste incantate piene di draghi, troll, orchi, elfi; il legame di questa tradizione fiabesca con la natura è importante e singolare: ci fa capire come essa ci viene in aiuto nei momenti di maggior pericolo e come può offrirci riparo e asilo nei momenti di sconforto (anche la mitologia greca è fortemente connessa alla natura). La Scandinavia è una terra affascinate, con le sue foreste di abeti e i fiordi e i laghi. Non stupisce quindi che la sua tradizione e il suo folklore se ne sia servita per condire con grande fantasia le sue storie; quella che riporterò ha come protagonista un ragazzo, un giovane pastorello che si ritroverà ad affrontare uno stupido gigante di caverna e che ci dimostra come la vera forza non risieda nei muscoli quanto nel cervello di ciascuno di noi; in effetti, la fiaba ricorda molto l’avventura capitata ad Ulisse quando si ritrova nella caverna del ciclope Polifemo e come avrete modo di vedere, il gigante si rivela un vero e proprio zuccone, quasi ci provi gusto a fare lo stupido, per la serie “ma c’è o ci fa”?…Buona lettura!

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“Tutti a bordo e all’arrembaggio”

Titolo: L’Isola del tesoro

Autore: Robert Louis Stevenson

Casa Editrice: Oscar Mondadori

Illustrazioni: Maria Cristina Pritelli

Tutti a bordo e all’arrembaggio!

Salve a tutti e benvenuti a bordo. Questo blog nasce dal mio desiderio di scrivere e far conoscere storie, fiabe e libri e leggende e musiche che forse sono sconosciute ai più; in questo nostro mondo sconvolto dalla pandemia e dagli stravolgimenti climatici, i libri, con i suoi eroi e antagonisti, i suoi mondi fantastici e reali, rappresentano un’arma senza polvere da sparo contro l’ignoranza e la brutalità che affligge il pianeta. Sta a noi trovare la chiave per aprire quella porta che ci farà uscire dalle tenebre per ritornare nuovamente “a riveder le stelle”. E allora incominciamo questa nostra avventura con un classico della letteratura che ci farà solcare gli oceani e ci scaraventerà in un’epoca piena d’intrighi, ammutinamenti e tesori nascosti in sperdute isole dei Caraibi: sto parlando ovviamente dell’ “Isola del tesoro”, senza dubbio l’opera più nota di Robert Louis Stevenson, mancato avvocato scozzese, affetto da tubercolosi sin dall’infanzia e costretto a trascorrere gli ultimi suoi anni di vita nelle isole Samoa (fu soprannominato Tusitala, il narratore di storie, dagli indigeni).

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