Un fanciullo di nome Artù

La spada nella roccia

Titolo: La spada nella roccia

Autore: T. H. White

Casa editrice: Mursia

Prima pubblicazione: 1938

Esistono numerose leggende attorno alla figura di Re Artù, mitico sovrano dei Britanni, vissuto tra la fine del V e l’inizio del VI secolo d.c. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, le popolazioni barbariche si riversarono sulle sue gloriose rovine; la Britannia fu abbandonata dai romani molto tempo prima e lasciata in balìa di sé stessa. Fu in questo quadro storico che cominciò a forgiarsi la figura di Artorius (Artù), re-condottiero, che guidò il suo popolo contro l’avanzata dei sassoni e degli angli: il primo autore che ne fece menzione nelle sue opere fu Nennio, monaco gallese vissuto nell’VIII sec. d.c., cui attribuì importanti vittorie militari; l’inglese Goffredo di Monmouth (considerato da molti studiosi il vero creatore della leggenda di re Artù) nella sua opera “Historia Regum Brittaniae”, ripercorse le gesta dei re britanni.

Thomas Malory, autore della “Storia di re Artù e dei suoi cavalieri”, propose le vicende del mitico sovrano e della sua cerchia di cavalieri fedeli e delle loro numerose avventure e peripezie in giro per l’Inghilterra; ad ogni modo dobbiamo tener presente una cosa molto importante e cioè il momento storico in cui questo mitico personaggio nasce: siamo ormai all’inizio della Età di Mezzo (Medioevo), il mondo allora conosciuto mutò profondamente e in balìa di popolazioni giunte da lontano, conobbe la nascita di regni che si succederanno senza sosta per secoli. La letteratura comincerà a popolarsi di cavalieri leggendari in lotta contro oscure forze maligne e le antiche religioni “pagane” si mescoleranno alla ormai affermata nuova religione cristiana, fino ad essersene completamene assimilate. Tale miscuglio di popoli e usanze ed eventi che diedero vita ad una folta produzione letteraria che ispirarono scrittori e, ai nostri giorni, anche registi cinematografici.

L’infanzia di Artù e le usanze medievali

Ma com’era la vita nel mondo medievale? Non basterebbero un intero articolo, film o documentario per rispondere in maniera esaustiva a tale domanda. Il libro in questione ci da una piccola infarinatura sulle pratiche più in uso durante questo periodo storico: la caccia, ad esempio, attività antichissima praticata dell’uomo fin dall’età della pietra, era anche un rito di iniziazione alla guerra. Individuare la preda e lanciarsi al suo inseguimento era visto come un “battesimo” dove i figli dei nobili forgiavano il loro spirito guerriero (e molti ci lasciavano anche la pelle, tale era la foga); nelle società primitive, ancora legate alla natura, venivano praticati riti magici, una sorta di buon augurio per i giovani che in tal modo venivano “svezzati”. La magia quindi, presente nel libro, era retaggio di quelle popolazioni barbariche ancora legate a certi usi e costumi che il cristianesimo stroncò senza pietà; occorre precisare una cosa: nei primissimi secoli di questa età di mezzo, era tollerata una certa magia legata più all’ignoranza del volgo e alla sua superstizione, pur essendo sempre mal vista era presente una soglia di sopportazione che finirà per essere spazzata via via, con incedere incalzante, fino ad arrivare all’istituzione del tribunale dell’inquisizione che attuerà una vera caccia alle streghe e condannerà tutti coloro che fossero anche solo minimamente sospettati di praticare riti magici (chissà cosa penserebbero degli oroscopi in tv).  Ma la magia qui praticata da Merlino, educatore e precettore del piccolo Artù, ha solo scopi benefici volti a crescere e forgiare lo spirito del futuro re d’Inghilterra: “La spada nella Roccia”, scritto e pubblicato nel 1938 da Terence Hanbury White, ha come protagonista il piccolo Artù, qui chiamato affettuosamente Turacciolo.

Ci troviamo in un non meglio precisato castello governato da Sir Ector, nobile signore del maniero e possidente agricolo, uomo dal carattere magnanimo ma deciso: ha un figlio di nome Kay e ha adottato Turacciolo, rimasto orfano. I due ragazzi vivono appieno la vita del castello, apprendendo le tecniche di tiro con l’arco, dell’arte della caccia e sognano entrambi di diventare cavalieri. Una prima differenza tra il libro e il film d’animazione della Disney è il carattere dei due ragazzi: nonostante Kay sia più grande del protagonista, tra i due c’è un buon rapporto fraterno, senza desiderio di prevaricazione e di presunzione, a volte impulsivo e collerico ma senza esagerare e prova un affetto sincero verso il suo fratello adottivo più piccolo. La storia comincia con una classica battuta di caccia, arco e frecce e un astore (uccello rapace addestrato alla caccia, la falconeria e la caccia con i rapaci era una pratica molto comune nel medioevo, i volatili erano addestrati e a volte anche maltrattati per eseguire gli ordini dei cacciatori e a riconoscere i loro segnali. La falconeria cadde progressivamente in disuso con la scoperta della polvere da sparo e l’avanzata delle armi da fuoco ma oggi è ancora praticata, sporadicamente, in Gran Bretagna e in alcuni paesi arabi). I due ragazzi cominciano la battuta di caccia ma l’astore si perde nella Forest Sauvage, una selvaggia foresta popolata da briganti, creature fantastiche a mostri; Turacciolo decide di andare a recuperare il pennuto: qui s’imbatte dapprima in un curioso re cavaliere, Pellinore, simpatico e stralunato personaggio, da anni alla perenne caccia del mostro Brac, una creatura misteriosa che vaga nella foresta, poi intravede una casa, in una piccola radura, che scoprirà essere la dimora di Merlino, mago solitario che vive solo in compagnia del gufo Archimede. Turacciolo fa la sua conoscenza ed è accolto da costui. Insieme tornano al castello e Merlino comincerà ad istruire il ragazzo.

Scienza, astronomia, storia saranno il suo pane quotidiano e i maestri, oltre al mago sopracitato, saranno lucci, serpenti, tassi; ma l’avventura e l’azione non mancheranno: il nostro protagonista farà la conoscenza di un altro personaggio leggendario, Robin Hood. Il mitico fuorilegge qui, non è impegnato a derubare i ricchi per sfamare i poveri: nella foresta si annidano strane e spaventose creature che rapiscono viandanti e pellegrini. L’incontro tra Turacciolo e Robin è uno dei più avvincenti e belli dell’intero racconto, con la compagnia del buon Little John e della bella lady Marian e la brigata della foresta avverrà un’epica battaglia contro queste diaboliche creature, alcuni delle quali muniti di un piede solo, altri di un solo braccio, aiutati da dei briganti vestiti di verde e armati di frecce avvelenate. Turacciolo, nella parte iniziale del libro aveva già avuto un incontro poco piacevole con uno di loro mentre era alla ricerca del falco da caccia. Questa sarà soltanto una delle avventure che il ragazzo affronterà, non dimentichiamo un altro personaggio terribile come Madama Mim, una fattucchiera che vive nel profondo della foresta. Insomma, La spada nella roccia è senz’altro un libro pieno di colpi di scena, con un finale lieto e con tanti insegnamenti che al giorno d’oggi andrebbero seriamente ripresi e rivisti. D’altronde l’educazione impartita da Merlino al suo discepolo è tutta dedita al contatto e all’esperienza diretta con gli elementi della natura e della scienza, della storia, della geografia. Sarà solo grazie a questo che Turacciolo riuscirà a cavarsi via da parecchi guai che metteranno in serio pericolo la sua vita. Mai come in questo caso vale il detto “val più la pratica della grammatica. Sono lezioni che riescono a trascinare anche il lettore in un mondo fatto di conoscenza e sapienza dove la conoscenza qui serve a formare la mente colta e aperta di un sovrano che dovrà governare un vasto regno e per questo occorre essere il più erudito possibile, poiché non basterà il solo uso della spada e della forza muscolare: sarà l’istruzione l’”arma” più potente del futuro re. Spero, con questa breve descrizione, di aver suscitato solleticato la vostra curiosità, è un libro difficile da trovare, non so se sia stato ristampato altre volte ma certo vale la pena cercarlo; una lettura che si presta per tutte le età, sia per adulti che per ragazzi e che non mancherà di coinvolgervi!

Buona Lettura!

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