“Una località misteriosa”

La storia contenuta nel libro che sto per raccontarvi, ha veramente dell’incredibile: per la fervida immaginazione del suo autore, Pierdomenico Baccalario, per l’enorme fantasia dimostrata e per l’originalità che accompagna ogni sua singola pagina. La mia vuole essere una presentazione e descrizione di questa avventura che mi ha letteralmente rapito, vuole essere un invito a procurarvi questi libri per vivere un grande viaggio! Il tutto ha inizio con una nota (una e-mail in realtà), proprio di Baccalario: la casa editrice con cui lavora, Il Battello a Vapore, lo manda alla ricerca di un manoscritto di cui in redazione si è tanto parlato. L’autore parte alla volta della Cornovaglia, in Inghilterra. La località che deve raggiungere si chiama Kilmore Cove, ma sulla cartina questa non è segnata, né indicata. Un bel mistero. Decide quindi di fermarsi in un altro paesino, Zennor. Baccalario ha con sé un contatto telefonico che la casa editrice stessa gli ha fornito: risponde una voce femminile molto delicata e gentile la quale gli domanda in quale hotel alloggi l’autore. L’indomani mattina alla reception, riceve un baule. Dentro vi sono una montagna di fotografie, disegni, cartine e numerosi quaderni, tutti consumati dal tempo e scritti in una calligrafia minuta e precisa ma in un linguaggio totalmente incomprensibile.  Il baule è stato inviato da un certo Ulysses Moore che gradirebbe che il tutto sia pubblicato. A questo punto, il nostro scrittore si cimenta nella traduzione del primo manoscritto…

Titolo: La porta del tempo

Autore: Pierdomenico Baccalario

Casa editrice: Il Battello a Vapore

Prima pubblicazione: 2004

La porta del tempo

Kilmore Cove, misteriosa località sita in Cornovaglia, dove si trova la stupenda Villa Argo, edificio antico (al suo interno vi è un’antica torre di vedetta medievale) che i coniugi Covenant di Londra hanno acquistato: la signora Covenant è letteralmente entusiasta dell’affare che hanno appena concluso e non vede l’ora di trasferirsi lì, con tutta la sua famiglia. Il giardiniere Nestor, che ne è anche il custode, dà il benvenuto ai coniugi e ai loro figli, Jason e Julia, due gemelli undicenni molto vivaci e curiosi; il trasloco non è ancora ultimato, difatti la madre dei due ragazzi si raccomanda fortemente con il giardiniere affinché tenga a bada i due ragazzi, il tempo necessario per trasportare tutta la roba rimasta ancora a Londra nella nuova casa. Prima ancora però, i due coniugi esplorano l’interno della villa dal vivo e notano una porta nera e graffiata, con alcune abrasioni, ma il giardiniere dice loro di non badare a quella porta giacché essa, non conduce da nessuna parte. I genitori di Jason e Julia quindi ripartono. Jason è incuriosito da quella villa, vi sono cimeli e numerosi libri, foto dei vecchi proprietari di Villa Argo. Osservando quelle foto, Jason nota che ne manca una, come se qualcuno l’avesse tolta apposta; Julia nutre la stessa curiosità per quella villa, d’altronde si tratta di cominciare una nuova vita lontano dallo stress cittadino e da internet, che lì non prende per niente.

Passano alcuni giorni, i ragazzi frequentano già la scuola e fanno amicizia con Rick, un giovanotto loro coetaneo che decide di andare a trovarli. Villa Argo è abbarbicata sulla cima di Selton Cliff, una grande scogliera e Rick si reca in bici in visita dai suoi nuovi amici; ha sempre desiderato visitare la villa e ora ne ha finalmente l’occasione. Mentre sale, per poco non è investito da un SUV con a bordo una signorina molto chic, Oblivia Newton e un autista dal volto segnato da una grande cicatrice, Manfred. Oblivia è interessata all’acquisto della villa, ha tentato in tutti i modi di convincere Nestor a vendergliela me senza riuscirvi e anche questa volta la petulante signorina deve tornarsene sconfitta, non prima di aver minacciato il giardiniere di fargliela pagare. Rick raggiunge Jason e Julia. Nella sua esplorazione della casa Jason ha notato quella strana porta nera, salvo poi trovarla coperta da un armadio che qualcuno ha spostato davanti ad essa. Chissà perché poi. I tre ragazzi, una volta insieme, discendono la scogliera da una ripida scalinata per raggiungere la spiaggetta che si trova in fondo; una temporale interrompe il bagno e i tre si affrettano a tornare su prima che la tempesta si trasformi in un uragano. Nella fretta di salire Jason scivola ma riesce ad aggrapparsi a una feritoia nella roccia, lasciando quasi tramortita la sorella dallo spavento mentre Rick si precipita ad aiutarlo. Mentre è aggrappato, Jason nota che la mano che è ancorata alla feritoia va molto più a fondo, quasi a tastare una stanza interna alla scogliera, ma la cosa più sorprendente è che riesce a trovare un piccolo cofanetto di legno che si trovava dentro quel buco. Inzuppati fradici, tornano alla villa e dopo una rapida asciugata, aprono il cofanetto di legno trovando dentro delle pietre e una pergamena con alcuni strani segni. Nella sua esplorazione della villa, Jason aveva anche notato una biblioteca.

Lì i ragazzi trovano il Manuale dei Linguaggi Dimenticati e scoprono che i segni della pergamena fanno parte del Disco di Festo, l’equivalente del nostro alfabeto. I ragazzi riescono a tradurre i segni della pergamena che svela questa scritta:

“Nel buio della grotta

Puoi usar la terra luce

Per illuminare la flotta

Che dove vuoi ti conduce”

Una flotta, come quella che Jason ha visto proprio nella biblioteca, minuscoli modellini d’imbarcazioni diverse. Sotto uno di essi, raffigurante una feluca egizia, i ragazzi trovano un libro sull’antico Egitto, un diario recante la descrizione di un viaggio proprio in quella terra con dentro un biglietto: un avviso di riscossione per un pacco giacente all’ufficio postale di Kilmore Cove. I tre scendono in paese e si fanno consegnare il pacco dalla signorina Caypso, proprietaria di una piccola libreria e postina a tempo perso. Il pacco contiene quattro chiavi, raffiguranti ciascuna all’impugnatura un alligatore, un picchio, una rana e un istrice. Assieme alle chiavi c’è una piccola pergamena che reca queste parole:

“Se con quattro una apri per sorte

Di quattro tre indica il motto

Di quattro due andranno alla morte

E una di quattro porta di sotto”

Le chiavi servono per aprire la porta nera che ha quattro serrature ma le chiavi devono essere messe in un ordine preciso e non a casaccio. Dopo svariati tentativi, i ragazzi capiscono che le chiavi vanno inserite in un determinato ordine, l’indizio sta nelle raffigurazioni degli animali. Riescono, dopo numerosi tentativi ad aprire la porta, entrano e trovano altri tre ingressi. Da che parte andare ora? Anche qui si barcamenano tra indovinelli ed enigmi per capire qual è la direzione giusta da prendere. La soluzione è nell’indovinello trovato assieme alle chiavi e in una scritta misteriosa che trova nel pavimento d’ingresso delle tre porte. Una volta capito dove andare, Jason, Julia e Rick penetrano dentro la grotta. Lo stupore e la meraviglia li avvolgono: vi è una piccola baia con una nave vichinga e un mare di lucciole ad illuminare il buio della caverna. Salgono sulla nave, decisi a raggiungere la sponda opposta, mettono mano ai remi ma la nave non si muove di un centimetro. È qui che Jason ha una brillante intuizione: la nave ti porta dove tu gli ordini di andare, così il ragazzo grida di andare in Egitto. Una tempesta si alza e la nave è fatta approdare su un altro molo. Qui i ragazzi scendono e si trovano di fronte ad un’altra porta d’ingresso. L’avventura è appena cominciata…

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